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IL FENG SHUI DELLA FORMA NELLE VATICAN CHAPELS

FAN VA ALLA 16 MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA

PREMESSA

In questo articolo vorrei riuscire a fare un tentativo.
Raccontare un ambiente come quello dell’isola di San Giorgio e le sue 10 cappelle attraverso il mio punto di vista in cui si fondono percezione, Feng Shui e arte.
Il feng shui per chi non lo conosce esplora le forme e i suoi significati.
Ogni forma, ogni suono, ogni colore, ogni creatura vivente per il solo fatto che esiste, interagisce con ciò che si trova intorno. Tutto ciò che proviene dall’ambiente circostante si riflette attraverso delle vibrazioni sull’architettura o l’oggetto che si trova in un determinato ambiente. E questi oggetti o architetture costruite, a loro volta interagiscono con il campo energetico circostante.
Questa esperienza sottile può essere compresa quando visitiamo certi luoghi ritenuti carichi di energia. Ogni volta che sostiamo in un luogo in armonia possiamo percepire molte informazioni sul nostro corpo; come ad esempio potremmo muoverci con più leggerezza o sentire nuovi profumi o suoni.

Nell’antica Cina i master Feng Shui hanno studiato molto la natura per comprenderne le magiche regole dell’armonia e hanno scoperto che ci sono luoghi particolarmente carichi di energia che sono accumulatori di energia benefica. Questi luoghi quindi sono ottimi per vivere e fare in modo che l’uomo possa migliorare la sua vita e l’ambiente a lui circostante. Ecco perché per equilibrare quest’energia e veicolarla hanno sempre utilizzato le forme architettoniche e simboliche.
Nel Feng Shui tutte le forme esistenti in natura possono essere ricondotte alle figure geometriche:
il quadrato, il cerchio, il rettangolo, il triangolo e le forme irregolari.
Possiamo utilizzare queste forme per migliorare l’armonia di un luogo oppure scaricare eventuali energie negative, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio e costruire un ambiente che produce un migliore benessere volto anche all’elevazione spirituale della persona che lo vive.

Voglio usare il significato simbolico di queste forme per analizzare le 10 cappelle-padiglioni realizzate per questo progetto.

Sono sempre stati molto importanti per me i luoghi e gli spazi fin da quando studiavo architettura allo IUAV.
Per la mia personale esperienza ci sono luoghi magici che sono rimasti impressi nella mia memoria perché veicolatori di un cambiamento. Ogni luogo mi riconduce ad una memoria; fisica, corporea ma anche spirituale.
È sempre successo che vivendo un determinato luogo, un particolare spazio fisico è avvenuta una trasformazione dentro di me. Il luogo perciò è il veicolo attraverso il quale può avvenire una trasformazione.

Con l’uso del feng shui trasformando un luogo, trasformi anche te stesso in modo consapevole.
Ritengo che questa sia un’arte molto raffinata.

Lo scorso Venerdì 24 maggio 2018, si è inaugurata la 16 mostra internazionale di architettura di Venezia. Io c’ero e vorrei raccontarvi questa esperienza in cui architettura e spiritualità si incontrano in una nuova veste. Vorrei raccontarvela dal mio punto di vista; quello del Feng Shui e della percezione.

Quest’anno per la prima volta la Santa Sede vi ha partecipato con un progetto speciale curato da Francesco Dal Co. Il progetto è stato realizzato all’interno dell’isola di San Giorgio, nella laguna di Venezia; luogo magico e poetico. Infatti quest’isola possiede una grande area verde che lo stesso Dal Co chiama bosco.

Il bosco per Francesco Dal Co è una metafora del labirinto della vita, nel percorrerlo, si incontrano luoghi dove ci si può ritrovare e orientare.
L’idea del progetto nasce dal significato che per lui ha avuto la cappella nel bosco Skogskapellet realizzata dall’architetto Erik Gunnar Asplund nel 1920 nel Cimitero di Stoccolma. Questa cappella rappresenta un luogo magico in cui ci si può “ritrovare” e da qui è nata l’idea del progetto, modello a cui si è ispirato.
Le cappelle nel bosco sono state realizzare con l’intento di seguire l’atto del ritrovarsi. E’ un luogo magico in cui 10 architetti hanno realizzato 10 cappelle-padiglioni.

Il significato a cui aspira con questo progetto è quello di aprire dei luoghi nuovi, farli scoprire e avere la possibilità di realizzare e offrire la “bellezza”, anche come forma di insegnamento, per il nostro paese.

In questo progetto i padiglioni sono aperti e recepiscono quanto succede nel mondo dell’arte. La stessa arte che ha bisogno di spazi e ambienti per confrontarsi direttamente con la natura.

FRANCESCO DAL CO E IL VATICANO. DA DOVE NASCE L’IDEA?

[1] In occasione della 16 biennale di architettura di Venezia, per la prima volta la Santa Sede che rappresenta la Chiesa cattolica nella sua universalità, entra nell’isola di San Giorgio, con un progetto architettonico pensato e curato da Francesco Dal Co per il Vaticano. Il cardinale Gianfranco Ravasi ne ha commissionato il progetto. Sono state edificate 10 cappelle (o padiglioni aperti) realizzati da 10 architetti diversi di fama internazionale, disposte nel magico bosco dell’isola di San Giorgio. Sono stati scelti 10 architetti provenienti da nazioni diverse, proprio per incarnare e rappresentare il tempio nella storia e delineare il dialogo con la pluralità delle culture delle società (come spiega il Cardinal Ravasi nella presentazione del catalogo della mostra).

Nella presentazione del catalogo della mostra, c’è una presentazione del Cardinale Ravasi che ho letto accuratamente e trovo interessante poterla citare soprattutto per chi non c’era e non ha la possibilità di vedere il catalogo e perché mi permette di connettermi ad alcuni concetti del feng shui.


Il catalogo della mostra

[1] dal catalogo della 16 mostra internazionale di architettura di venezia.

Il cardinal Ravasi definisce queste cappelle come veri propri templi, sia pure in forma minore, rispetto alla cattedrale alle basiliche e alle chiese. In esse sono inserite due componenti fondamentali della liturgia, l’ambone (o pulpito) e l’altare, cioè le espressioni della parola sacra proclamata e della cena eucaristica celebrata dall’assemblea dei credenti. “Il numero delle cappelle è simbolico perché esprime quasi un decalogo di presenze incastonate all’interno dello spazio: sono simili a voci fatte architettura che risuonano con la loro armonia spirituale nella trama della vita quotidiana.”

Per questo la visita delle 10 cappelle è una sorta di pellegrinaggio non solo religioso ma anche laico, condotto da tutti coloro che desiderano riscoprire la bellezza, il silenzio, la voce interiore e trascendente, la fraternità umana dello stare insieme nell’assemblea di un popolo, ma anche la solitudine del bosco dove si può cogliere il fremito della natura che è come un tempio cosmico”.

IL TEMPIO COME SPAZIO DI SPIRITUALITA’

[1] La cappella a distanza di quasi un secolo e da una regione diversa, rievoca la costante ricerca dell’umanità nei confronti del sacro all’interno dell’orizzonte spaziale della natura in cui si vive.
La cappella per il suo rimando simbolico all’eterno e all’infinito, deve incarnare il significato, il cuore, l’ordine dell’intera realtà e dello stesso esistere umano.
Nel tempio dunque, si concentra la molteplicità del reale che trova in esso pace e armonia.

Il tempio è quindi segno di luce e di bellezza.
In questa linea si comprende come siano contraddittori rispetto la sacralità dello spazio certi tempi contemporanei, segnati da qualità negative espressive: pensiamo alla sordità acustica, all’inospitalità, alla dispersione, all’opacità di tante chiese tirate su senza badare alla luce e all’atmosfera, alla voce e al silenzio, alla liturgia e all’assemblea, alla visione e all’ascolto, all’ineffabilità e alla comunione. Chiese nelle quali ci si trova sperduti come in una sala per congressi, distratti come in un palazzetto dello sport, ah brutti come in una casa pretenziosa e volgare”.

“Come suggeriva un teologo ortodosso russo vissuto a Parigi, Pavel Evdokimov (1901-70),
I portali bronzei sontuosi dei templi dovrebbero essere non serrati, come spesso accade, ma aperti verso l’esterno, perché il vento dello spirito divino dal santuario soffia anche nella piazza della città, dove risuonano il riso e le lacrime, si esercitano i commerci, si chiacchiera e persino si bestemmia.
Il sacro autentico non è fondamentalisticamente isolato ma entra nel profano, non per annientarlo consacrandolo ma per incontrarlo, fecondare, dialogare con esso”.

[1] dal catalogo della 16 mostra internazionale di architettura di venezia.

 

ARTE E SPIRITUALITA’

A quanto scrive il cardinal Ravasi
[1]
 “A partire dal secolo scorso si era compiuto il divorzio lacerante tra arte e fede.
L’arte aveva lasciato il tempio, l’artista si era avviato lungo le strade laiche della modernità,
rifuggendo spesso dal ricorso a figure, simboli, narrazioni, parole sacre.
L’artista .. si è dedicato a esercizi stilistici sempre più elaborati e autoreferenziali, oppure talora a provocazioni dissacranti.
In teologia ci si è adattati alla bruttezza che imperversa nei nuovi quartieri urbani e nell’edilizia aggressiva, innalzando edifici sacri modesti, privi di spiritualità, di bellezza e di conforto con i nuovi linguaggi artistici e architettonici che frattanto si stavano elaborando.
E da questa situazione è nato il desiderio di un nuovo incontro tra arte e fede, due mondi che nei secoli passati erano quasi sovrapponibili e che erano divenuti invece reciprocamente estranei”.

Il cardinale Ravasi ricorda due momenti in cui arte e spiritualità si tenevano per mano, come nel discorso tenuto in Piazza San Pietro l’8 dicembre 1965 e l’episodio avvenuto nella Cappella Sistina il 7 maggio 1964 da Paolo VI.

“Il mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non oscurarsi nella disperazione”.
Papa Paolo VI

“La grande sfida dell’artista è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori per investirli di parola di colori di forme di accessibilità”.
Papa Francesco

[1] dal catalogo della 16 mostra internazionale di architettura di venezia.

 

IL FENG SHUI COSA C’ENTRA?
LA PERCEZIONE DEL CORPO NELLO SPAZIO DELLE CAPPELLE.

“Ma a differenza di quanto avviene per l’arte,
l’architettura si apprezza e, soprattutto, la si conosce e la si può giudicare unicamente allorché la si osserva come opera costruita ..
Le cappelle che formano il padiglione della Santa sede sono isolate e accolte da un ambiente naturale del tutto astratto, connotato unicamente del suo emergere dalla laguna e del suo aprirsi sull’acqua,
un ulteriore metafora del peregrinare della vita.
Francesco Dal Co

 


©Fan – Francesco Dal Co nel bosco dell’Isola di San Giorgio

Cito questa frase perché mi riconduce ai concetti base del Feng Shui.
Troviamo proprio nella parola shui l’acqua.
Feng significa vento, Shui invece acqua.
Acqua ed aria sono quegli elementi indispensabili per la nascita della vita.
Feng e Shui devono ricercare un equilibrio che si traduce in armonia.
Infatti sia il vento che l’acqua sono fenomeni, forze naturali molto potenti che se in eccesso possono costituire una minaccia, se deboli possono non fornire sostegno.
Ecco perché furono scelti come simboli dell’influsso esterno sull’uomo.

 

La Grande Onda – Hokusai – 1830

[3] Il Feng Shui è una disciplina a metà strada fra arte e scienza che ci consente di valutare il nostro benessere attraverso l’osservazione dello spazio in cui viviamo. Se vuoi approfondire vai alla mia pagina studio e guarda il mio video sulle 5 energie

Avete mai notato che spesso senza saperne il perché, ci si sente bene in un ambiente anziché in un altro?
Questo capita perchè siamo connessi con lo spirito di quel luogo e il nostro istinto, che risiede nel nostro secondo cervello (la pancia) cerca di comunicare con noi in modo sottile. Il feng shui è proprio questo.
E’ riuscire a percepire una determinata energia che un luogo, un ambiente, un architettura sprigiona e viene percepita attraverso il nostro corpo. Questa energia può farci sentire in armonia con quel luogo oppure no. E’ nella risonanza con le forme che il nostro corpo può trovare una maggiore consapevolezza.


La pianta del progetto nell’isola di San Giorgio

[3] Nel Feng Shui si dice che tutto ciò che esiste è sottoposto ad un ordine di “leggi cosmiche” che governano la nascita all’esistenza, la trasformazione di ogni cosa. Secondo la filosofia taoista vi sono alcuni principi che producono il manifestarsi degli eventi naturali ed il primo è il Qi, l’energia vitale.
Il principio primordiale che si esprime nell’ equilibrio dinamico di due forze polarizzate: lo yin e lo yang.
Yin è la manifestazione dell’energia allo stato quiescente, scura, fredda, femminile.
Yang è invece il principio attivo, luminoso, caldo, maschile.
Yin è rappresentato dall’ acqua (shui) e Yang dal vento (feng) interpretabile come “respiro”.

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L’ACQUA COME METAFORA DEL PEREGRINARE DELLA VITA

L’acqua è uno dei 5 elementi che generano il movimento del tao,
il ciclo della vita di ogni cosa. Se vuoi approfondire scorri giu.

In questa esperienza mi interessa fare un’analisi a livello di forma perché questi padiglioni non sono fatti per essere abitati, ma sono un’opera temporanea che sta tra l’architettura, l’arte e la spiritualità.
Un primo metodo è valutare la forma dell’ambiente e dell’architettura per capire quale tipo di energia vi è in quel luogo.
Ed io farò proprio questo, per aiutarvi a capire cosa sta oltre la forma,
la pelle di un edificio. Quali sono queste sottili e invisibili energie che si riflettono nel nostro corpo e si trasformano in sensazioni.
Quando leggo il feng shui di un ambiente è importante che io riconosca come questi 5 elementi si combinano reciprocamente.

LA MIA ESPERIENZA
COSA HO “SENTITO” ATTRAVERSANDO LE VATICAN CHAPELS?
QUALE TIPO DI ENERGIA EVOCA IL PROGETTO?

Arrivo all’isola di San Giorgio, alle Vatican Chapels si arriva camminando attraverso un sentiero fatto di profumi e fitta vegetazione. C’è tanta gente e sembra di essere nel bel mezzo di un pellegrinaggio. L’atmosfera è magica, nessuno ancora conosce quello che è stato realizzato e tutti fremono per scoprire le 10 cappelle nascoste nel bosco.
Vivo questa esperienza con l’occhio di un architetto ma con la percezione del mio corpo e del mio essere artista. Mi preparo al “sentire” e a vivere l’esperienza attraversando il bosco.
Mi immergo nell’atmosfera dei padiglioni. Quello che cerco è l’armonia e quel segno di luce e bellezza che anche il Cardinal Ravasi ha citato.

“Il tempio è quindi segno di luce e di bellezza”.
Cardinal Ravasi

Cammino senza meta un po’ perdendomi e mi faccio portare dal flusso delle persone.
Forse c’è un ordine perchè Francesco Dal Co, con il Cardinale Ravasi iniziano un percorso.
La prima visita è alla cappella di Magnani, la cappella mostra, in cui è spiegato il concept del progetto. Il padiglione è interamente realizzato in legno ed è l’unico non a tema religioso.

 


©Fan – Il cardinal Ravasi e F. Dal Co

CAPPELLA DI JAVIER CORVOLAN – SIMEON

“Abbiamo liberato il cerchio, una sezione di un cilindro, E l’abbiamo messo in equilibrio su un punto di appoggio. Il cilindro non tocca il suolo, se suono trema la cappella si muove, se il vento soffia la cappella si muove, sale ad ovest e si apre come una porta, scende verso est seguendo il sole. Tutte le tensioni si compongono in un abbraccio che si trasforma in croce tridimensionale, tra lo spazio circolare e la sua copertura che è il bosco”. – Pag 111 del catalogo della mostra –

Questa è la cappella che più mi ha colpita. Appena sono entrata in questo spazio circolare, aperto, ho notato la sua forza e la sua leggerezza, proprio come una ballerina che danza.
Come la danzatrice che trova la sua forza nella muscolatura che si confonde nella snellezza della sua forma, anche questo padiglione trova la sua stabilità nell’imponente struttura di acciaio circolare ricoperta da raffinate assi di legno, in mimesi con la natura. Mi sono sentita accolta in un abbraccio, proprio come descrive lo stesso architetto nella presentazione. La grande croce sospesa sopra la mia testa mi fa sentire al sicuro come se dall’alto arrivasse la protezione di cui ho bisogno.

Nel Feng Shui; forme, colori, materiali vengono tutti tradotti in “energia”. Sono queste forme che ci fanno percepire sul corpo delle sensazioni. Quello che voglio fare è analizzare le forme di questi padiglioni per capire l’effetto che hanno avuto su di me.

La Croce greca nel suo significato simbolico (a braccia uguali) indica armonia ed equilibrio tra le forze della Creazione.

©Fan all’interno della cappella di Corvolan

Il cerchio nel feng shui rappresenta un’energia metallo. Un’energia decisa, che infonde autorità, organizzazione, comunione. Il cerchio è una figura che ci connette con la sfera celeste. Dal punto di vista simbolico rappresenta la perfezione, la compiutezza, l’unione, ciò che non ha inizio né fine; simboleggia l’armonia, esprime l’elemento celeste, l’unità divina, l’eternità e l’Infinito.


Dal catalogo della mostra

CAPPELLA DI ANDREW BERMAN – con MORETTI – TERNA

“La struttura è formata da travetti e montanti dipinti di bianco. Le superfici esteriori sono in lastre di policarbonato traslucido. L’interno è rivestito di legno dipinto di nero.
La forma è un prisma triangolare allungato, con un porticato rettangolare all’entrata che funge da luogo di incontro. La panca offre una seduta dalla quale guardare verso l’interno, dalla luce verso l’oscurità.– Pag 111 del catalogo della mostra –


Dal catalogo della mostra

 

 


Dal catalogo della mostra

Arrivo a questa cappella dal retro. Quello che vedo è uno spigolo che punta dritto verso di me.
Si nasconde fra gli alberi dell’isola di San Giorgio. Mi lascia un po’ contraddetta perché la forma è molto raffinata. Mi colpisce questa lama che si fa spazio fra le fronde degli alberi. Si fa notare. E mi da l’idea di un oggetto che ha voglia di farsi notare ma anche di difendersi da qualcosa. Nel Feng Shui gli spigoli sono energie considerate di cattivo auspicio per chi vi sosta difronte, mi lascia la sensazione di essere difronte a qualcuno pronto ad attaccarmi. Provate a mettervi proprio difronte a questa lama, a chiudere gli occhi e a sentire cosa percepite nel corpo. Probabilmente la sensazione che avreste sarebbe quella di un imminente pericolo in agguato.
I materiali di plexiglass e metallo mi fanno percepire una sensazione di freddezza e di tensione che nasce dentro di me. (nel feng shui rappresentano energie di tipo acqua e metallo).
Un’estetica pungente che si contraddice rispetto il suo interno. O ne diventa il complemento.
Le giro attorno e trovo l’ingresso. Entro in questo spazio totalmente buio, contrapposto all’ estetica esterna. E’ come se l’architetto volesse farmi notare la dualità luce/ombra cosciente/incosciente. Ed io la noto, come noto i due triangoli, uno fatto di luce e uno che accoglie la luce. Ed è proprio li che il divino discende, è li che l’uomo sedendosi può guardare verso l’alto e trovare le risposte; nella luce.

Il triangolo nel feng shui è una forma che rappresenta energia fuoco. Una forma che rappresenta la passione, l’espressività ma anche la spiritualità, l’elevazione a qualcosa di più mistico.
Stre all’interno del padiglione mi fa sentire in pace.


©Fan – L’interno della Cappella di A. Berman

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CAPPELLA DI EDUARDO SOUTO DE MOURA – LABORATORIO MORSELETTO

“No non è una cappella, non è un santuario e comunque non è neppure un sepolcro.
E’ soltanto un luogo racchiuso tra quattro muri di pietra, mentre un’altra pietra al centro potrebbe essere un altare. .. I muri all’interno hanno una sporgenza su cui possiamo sederci e attendere, attendere con i piedi sulla terra e la testa fra le mani.– Pag 307 del catalogo della mostra –

Cammino nel flusso e intravedo il padiglione, tra me e me penso che non lo so se mi va di entrare in questo luogo di pietra. Penso che in questo momento della vita sono alla ricerca di qualcosa di etereo, leggero, fluido e ho poca voglia di chiudermi dentro la staticità di quattro mura.
Nel feng shui, forme quadrate e semi-rettangolari indicano una qualità di energia stabile, prudente, statica. Un’energia lenta che mi da una sensazione di stabilità e sicurezza. Un’energia che mi porta direttamente al contatto con la terra. A contatto con ciò che sta sotto i miei piedi.
La sensazione che ho è quella di trovarmi di fronte ad un padiglione consistente, solido, pieno.
Mi fa sentire connessa alla terra e a tutto ciò che simboleggia per me. In questo momento della mia vita questa forma mi trasmette pesantezza a livello corporeo. E quindi quello che faccio istintivamente è di uscire subito alla ricerca dell’aria fresca del contatto con la natura.

Vi è mai capitato di entrare in un ambiente e sentire di essere pienamente in sintonia con esso oppure l’esatto contrario, come è accaduto a me?
E’ importante saper riconoscere dove il nostro corpo sta bene, perché significa che ci troviamo difronte al nostro personale equilibrio.


Dal catalogo della mostra

Cammino e mi lascio condurre dalle mie sensazioni. Mi avvicino ad altri padiglioni.

CAPPELLA DI SMILJAN RADIC – MORETTI – SAINT GOBAIN ITALIA

“una piccola cappella conica con le sue pareti sottili e il tetto aperto”.


Dal catalogo della mostra


Dal catalogo della mostra


©Fan – dettaglio del pilastro centrale

Quando sono entrata in questa cappella mi ha colpita subito un rumore. Era lo sbattere della porta di legno sulla superficie di cemento. La porta è stata concepita per non essere mai chiusa. Se la muovi, essa sbatte continuamente su e giù e questo crea un rumore simile ai rintocchi della campana.
La porta nel feng shui è una delle primarie fonti di entrata dell’energia vitale. Il Qi, l’energia vitale che cosi viene chiamato in Cina dai master feng shui è rappresentato dal sole, il vento o l’acqua; ciò che ci permette di vivere all’interno del nostro ambiente.
La porta è in legno realizzata con un materiale povero, questo mi fa venire un’immagine in mente; ovvero quella di un popolo affamato che ha bisogno di rifugiarsi nella fede per trovare la speranza. Lo stesso rivestimento interno è stato realizzato con la trama di un materiale povero come il pluriball.
Entrando da questa sottile lama scorgo un pilastro realizzato in cemento su cui è fissato un vero tronco di legno che sorregge la copertura in vetro che è di forma quadrata.
La sensazione è quella di entrare in uno spazio in cui tutto ruota lentamente intorno a questo albero di legno, che potrebbe essere simbolicamente un altare e che sembra indicarmi la via verso il cielo. Cielo che però è quadrato (la copertuta) e mi riporta attraverso il suo significato simbolico alla creazione, alla terra alla stabilità.
Le energie feng shui predominanti le ritroviamo nella forma del cilindro, che è la struttura e nella forma del quadrato; la copertura. Energie metallo e terra.

Il Quadrato nella storia dell’arte rappresenta simbolicamente l’elemento terrestre, inteso come Creato, come manifestazione del divino. E’ Simbolo della Terra, in opposizione al Cielo, esso simboleggia anche l’Universo Creato. Tra le figure geometriche, il Quadrato e il Cerchio si richiamano continuamente. Il Quadrato rappresenta lo Spazio e il Cerchio rappresenta il Tempo.

CAPPELLA DI NORMAN FOSTER – con TECNO – MAEG

“Una piccola oasi in un vasto giardino, un luogo perfetto per ammirare il paesaggio. La concezione del progetto inizia con il disegno di tre croci simboliche e di una piattaforma in legno appoggiata nel paesaggio il tutto destinato a essere rivestito da una pelle leggera”.

Il triangolo come abbiamo accennato prima è una forma che rappresenta energia fuoco nel ciclo dei 5 elementi. Una forma che rappresenta la passione, l’espressività ma anche la spiritualità, l’elevazione a qualcosa di più mistico. Nel padiglione di Norman Foster entro dal portale a forma triangolare. La sensazione è quella di entrare a contatto con il divino, di esserci dentro. Camminando riesco ad attraversare il padiglione che mi accoglie dentro la sua pelle che si trasforma e respira grazie alla struttura leggera in legno.
Le croci che sono la struttura, diventano impercettibili e si fondono in essa e mi sento come se mi trovassi dentro al corpo del divino. La luce del cielo che rappresenta l’energia celeste entra attraverso la membrana. Mi sento accolta con raffinatezza.


Dal catalogo della mostra

PADIGLIONE DI CARLA JUACABA – SECCO SISTEMI

“Quattro travi di acciaio lunghe 8 metri, spesse 12 per 12 centimetri, configurano il tutto”.
L’una è una panca, l’altra è una croce. Le travi sono in acciaio inossidabile a specchio per riflettere quanto vi è intorno e la cappella può, in certi momenti, sparire alla sua vista.
La sua ombra può risultare più evidente della costruzione. – Pag 267 del catalogo della mostra –


Dal catalogo della mostra

Questo è l’unico padiglione aperto, è quasi un’installazione.
Quello che vedo subito è il simbolo. La [4] croce. Le energie feng shui dominanti sono quelle del legno e del metallo.
Si presenta come un elemento definito nella sua forma, ma leggero, forse sfuggente. Mi da la sensazione di trovarmi difronte a una sorta di bussola che mi indica una direzione.
Non voglio sostare e sedermi, ma l’istinto è quello di proseguire il percorso nella direzione che questo padiglione mi indica.

[4] Nella storia dell’arte la croce stabilisce relazioni con gli altri simboli: l’intersezione delle rette coincide con il Centro; si inscrive nel Cerchio, divide in quattro segmenti; genera il Quadrato e il Triangolo quando le sue estremità sono collegate tra loro da rette.
La Croce diretta verso i Punti Cardinali è base dei simboli d’orientamento:
in primo luogo, del soggetto in rapporto a sé stesso; quindi, del soggetto in rapporto ai punti cardinali terreni (orientamento spaziale, che si articola sull’asse Est-Ovest); infine, del soggetto in rapporto ai punti cardinali celesti (orientamento temporale, che si articola sugli assi Sud-Nord e Basso-Alto, indicanti l’asse di rotazione del mondo).
La concordanza dei tre orientamenti pone il soggetto in consonanza con il Trascendente.
Tra le figure geometriche, la Croce ha una funzione di sintesi, di misura, di mediazione, di comunicazione. In essa si congiungono Cielo e Terra, Tempo e Spazio.

[4] http://www.storia-dell-arte.com/arte-e-simbolo/significato-simbolico-delle-figure-geometriche/significato-del-triangolo/

FAN – Nicoletta Boraso

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